Orgasmo Femminile by Pillow

È con immenso piacere che ospito nel mio "blog" una guest star:
Pillow
Donna decisamente affascinante, ha un modo di scrivere che...beh leggete e capirete.
Ah, non fateci l'abitudine: magari tornerà a scrivere se lo vorrà ma qua troverete sempre la solita merda che da decenni rappresenta il mio marchio di fabbrica.

Per la rubrica “Non è vero ma ci credo”: Animali fantastici e dove trovarli. Il Bigfoot, l’Unicorno Alato e l’Orgasmo Femminile.

Bistrattato, mitizzato, sopravvalutato, trascurato.

Signori, così come El Dorado, la favolosa montagna raccontata fin dalla notte dei tempi in cui si narra fossero custoditi – non si sa da chi, non si sa perché – tesori inestimabili e pietre preziose, l’Orgasmo Femminile esiste.

Al pari del Punto G. Della faccia scura della Luna. Del Molise.

Esiste.

E tutte le cose che ci sono pur non essendo visibili all’occhio umano fanno paura.

Sono oscure. Meglio pensare che non esistano, per dormire tranquilli la notte e sopire l’atavico senso di inadeguatezza.

O, meglio, pensare che sia esclusiva velleità delle signorine di YouPorn. Abilità di Sasha Grey. Ripicche di insoddisfatte Messalina.

Invece, cari esploratori Tobia della cervice, l’Orgasmo Femminile è esattamente come il peso forma: si può raggiungere. E ci possono arrivare tutti. Tutte.

Alcune incontrovertibili verità e presupposti ci sono, non si può negare.

Tipo, che raramente è roba che si raggiunge in 1 minuto e 45 secondi dallo shot di partenza.

Che parimenti rara è la possibilità che questo miracolo della ginecologia si manifesti sottoforma di lungo denso candido spruzzo. Le signorine sopra citate sono pompate ad acqua, prima di finire davanti alla cinepresa. Fatevene una cazzo di ragione.

Che più la signora è grande, e quindi si conosce, e quindi ha esperienza di se stessa, e quindi ha sperimentato, da sola o in coppia, cosa e dove, meglio saprà indirizzarvi alla conquista del Climax d’Oro.

Ho una memoria a breve termine risibile, ma una a lungo termine che fa una pippa a Gandalf il Grigio, e per questo mi ricordo che agli esordi dell’attività ludica orizzontale molte erano le cose divertenti, ma nessuna di queste terminava con una soddisfazione totalizzante e devastante come l’orgasmo. C’erano molte posizioni – che giammai adesso potrei riproporre ad un eventuale fruitore, per raggiunti limiti d’età e di elasticità muscolare -, c’era molta curiosità, ci stava un sacco di biancheria frou frou e delle location che definire scomode è a dir poco clemente.

Ma non c’era orgasmo. Il mio, dico.

Perché il sesso si faceva, sulla scia dei miti televisivi, dei racconti nei cessi del liceo, della letteratura soft porn a cui si aveva accesso, però di come funzionava, la vagina, il rapporto e tutto il cucuzzaro, se ne sapeva il 15%.

A farla da padrone, all’epoca, erano la frenesia, la fretta e l’ingordigia.

Tre Erinni nemiche giurate dell’Orgasmo femminile.

Che invece è lento ad arrivare, estremamente cavilloso, di ricerca progressiva.

Ma questo a 20 anni non lo sai. Lo cominci ad intuire verso i 30, alla seconda, terza storia di consistenza. E ne hai la piena certezza verso i 40, quando la fica non è più un orpello costoso da vestire e depilare, ma hai capito che è il terzo cervello.

Quando non risponde ai comandi classici sta cercando di comunicare qualcosa.

Che è anche un semplice “No way, next, please”.

Una volta poi capito il meccanismo, niente sarà più come prima. Comincia la vera e propria vita sessuale per come ce l’ha descritta Cosmopolitan nei primi anni 90: appagante, piena e divertente.

E togliamoci subito un dubbio: sì, ovvio che si può simulare l’orgasmo.

Anche con meno enfasi di Meg Ryan al ristorante, ma chi vuole fregarvi vi frega.

Non per cattiveria o per il gusto di simulare. Piuttosto, per non farvi restare male quando il risultato è chiaro che non arriverà (e non è sempre colpa o causa del cromosoma zoppo).

O perché alla seconda mezz’ora di inzuppo è chiaro alla controparte femminile che oggi non è giornata, e diamoci una mossa, sia per amor proprio sia perché a quel punto è più interessante andare a verificare se l’asciugatrice ha terminato il ciclo.

Tuttavia, ci sono dei segnali cristallini ed inconfutabili che denunciano alla controparte la bontà del proprio operato, e sono tutte manifestazioni riscontrabili alla vista, al tatto ed all’udito.

La voce, per esempio. Con l’appropinquarsi del godimento, il timbro si modifica, deviato dal crescendo sensoriale. Da Paola Turci con la raucedine a Trilly Campanellino.

Le vibrazioni. Per qualche tipo di collegamento nervoso, oltre a far contrarre la muscolatura interna dell’apparato genitale, l’orgasmo irrigidisce le gambe, fa stringere i glutei, butta indietro la testa. Molto scenografico, in effetti, visto dalla giusta angolazione.

E poi, lui. Quello. Il succo dell’ammòre. La lubrificazione spontanea che si intensifica, ribolle, cola. Una gioia per il tatto, l’udito e, per gli intenditori, il gusto.

Non si voglia qui paragonare il miele femminile con la sguaiata maniera con cui Madre Natura ha voluto segnalare l’orgasmo maschile. Qui si parla di più o meno copiosa, composta ambrosia, non necessariamente correlata al momento finale. Il godimento è sì fisico, ma soprattutto mentale – ecco perché i porno beceri ci rompono i coglioni. Che una non può mica pensare di aprire la porta all’amministratore condominiale, spalancarsi le chiappe e godere a spruzzo mezzo minuto dopo. Va bene l’ospitalità, ma insomma – e con il favoloso vantaggio di non patire tempi refrattari biblici.

L’orgasmo femminile, infatti, se ben gestito da ambo le parti, segue una linea sinusoidale a discesa lenta, e può essere ripreso e riportato all’apice immediatamente dopo la prima manifestazione.

L’intesa, in questo caso, fa da padrona. E anche la generosità, il coinvolgimento, e perché no la comodità. Quante di voi, signore, hanno avuto orgasmi multipli – ah, ecco cos’erano! – con la leva del freno a mano piantato nella 5^ vertebra?

Ciò detto, questa Terra Promessa è meno irraggiungibile di quanto comunemente si pensi.

Le signore sono sherpa impareggiabili, lasciatevi guidare senza patema di demascolinizzazione.

E’ un viaggio che ripaga entrambi.

Cunny Honey - The Cunnilingus Addiction


3 commenti:

  1. Grazie a te per la camera con vista, amico caro. Il massimo delle stelle su TripAdvisor, torno certochessì

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    1. Sarai sempre un'ospite più che gradita. Servizio in camera incluso, ça va sans dire

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  2. Non fa una piega, tutto... oddio, forse "non fa una piega" non è il termine esatto in questo caso. Comunque concordo con l'aggettivo "intenditori"...

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